14) Spinoza. Res cogitans e Res extensa.
Secondo Spinoza fra le idee e le cose c' connessione e ordine,
perch entrambe derivano dalla medesima potenza di Dio, potenza di
pensare e potenza di agire.
B. Spinoza, Etica, Parte prima, Prop. ventinovesimo (pagina 211).

Proposizione settimo.

L'ordine e la connessione delle idee  uguale all'ordine e alla
connessione delle cose.

Dimostrazione.

E' evidente dall'Ass. 4 della I parte. Infatti l'idea di qualsiasi
causato dipende dalla conoscenza della causa di cui esso 
effetto.

Corollario.

Da questo deriva che la potenza di pensare di Dio  uguale alla
sua potenza attuale di agire. Cio ogni cosa che deriva
formalmente dall'infinita natura di Dio, deriva anche
obiettivamente in Dio dalla idea di Dio, nello stesso ordine e
nella stessa connessione.

Scolio.

Qui, prima di proseguire, bisogna che richiamiamo alla nostra
memoria ci che abbiamo mostrato dianzi; cio che tutto ci che
pu essere percepito da un intelletto infinito, come costituente
l'essenza di una sostanza, appartiene solo ad un'unica sostanza e
di conseguenza la sostanza pensante e la sostanza estesa sono una
sola e medesima sostanza compresa ora sotto l'uno ora sotto
l'altro attributo. Analogamente un modo dell'estensione e l'idea
di quel modo sono la stessa cosa ma espressa in due modi: e questo
pare che l'abbiano intravisto un po' confusamente anche alcuni
Ebrei che appunto sostengono che Dio, l'intelletto di Dio, e le
cose da lui intese, sono una sola e medesima cosa. Per esempio il
cerchio esiste in natura, e l'idea del cerchio esistente che 
anche in Dio,  una sola e medesima cosa che si spiega mediante
attributi diversi; perci sia che concepiamo la natura sotto
l'attributo della Estensione, sia sotto l'attributo del Pensiero,
sia sotto qualsiasi altro attributo, troveremo un solo e medesimo
ordine, ossia una sola e medesima connessione di cause, cio le
medesime cose che derivano l'una dall'altra. Ho detto che Dio 
causa dell'idea, del cerchio, per esempio, solo in quanto  cosa
pensante e causa del cerchio solo in quanto  cosa estesa,
soltanto perch l'essere formale dell'idea del cerchio non pu
essere percepito se non con un altro modo del pensare come causa
prossima, e questo a sua volta con un altro, e cos all'infinito,
di modo che, fin quando le cose sono considerate modi del
pensiero, dobbiamo spiegare l'ordine di tutta la natura, cio la
connessione delle cause, con il solo attributo del pensiero, e in
quanto le cose sono considerate modi dell'estensione, l'ordine di
tutta la natura deve essere spiegato con il solo attributo
dell'estensione, e cos intendo anche per gli altri attributi.
Perci Dio, in quanto consta di infiniti attributi,  in realt la
causa delle cose come sono in s; ma per il momento non posso
spiegarmi pi chiaramente.
B. Spinoza, Etica e Trattato teologico-politico, UTET, Torino,
1988, pagine 134-136.
